Ieri sera come da programma io e Ivana abbiamo partecipato a In Vino Veritas, un evento di degustazione che ci aveva subito incuriosito, è stato ospitato a Firenze nello spazio suggestivo di The Stellar, in Piazza di Cestello.
La serata è stata molto piacevole. Oltre alle selezione di vini delle molte cantine presenti , fra cui San Marco Antonelli che già conoscevamo, ci è stato offerto un lauto banchetto con cibi di primissima qualità. da menzionare sono senz’altro i ravioli al sugo di moscardini che abbiamo accompagnato con un buonissimo bianco strutturato cu cui vi parlerò dopo.
Parlano delle cantine presenti abbiamo cominciato con il bianco di Antonelli, azienda biologica che eccelle con il Sagrantino di Montefalco e il Montefalco Rosso.
Come dicevo conoscevamo già la cantina, l’avevamo visitata a Marzo di quest’anno. Qui il link all’articolo.

Abbiamo cominciato con il Trebbiamo Spoletino, una varietà tipica del territorio che, come ci ha spiegato una delle figlie del proprietario, è stata riscoperta negli anni ’90-2000 da alcune aziende umbre – tra cui Antonelli, (oltre a Tabarrini, Perticaia e Di Filippo) – che hanno iniziato un lavoro di recupero e valorizzazione.
E’ un vitigno che se vinificato con attenzione dà vini con grande acidità, mineralità e capacità di invecchiamento, e infatti è il vino che della serata ci è piaciuto di più e che abbiamo scelto per accompagnare i buonissimi ravioli di cui sopra.
La serata è proseguita con le molte altre cantine presenti:
Kellerei Bozen (Alto Adige) – Cantina cooperativa di Bolzano, nota per i rossi eleganti come Lagrein e Schiava, freschi e fruttati, e per i bianchi minerali come Gewürztraminer e Pinot Bianco.
Abbiamo particolarmente il Kerner, un vitigno nato dall’incrocio tra Riesling e Schiava Grossa: ci ha colpito il suo profumo, aromatico e intenso, con note di fiori bianchi, pesca, albicocca, agrumi e un tocco di noce moscata e il suo gusto fresco, minerale, elegante; ricorda molto la verticalità del Riesling ma con più rotondità.


Grifalco (Basilicata) – Azienda familiare specializzata nel Aglianico del Vulture. L’Aglianico è senz’altro uno dei vitigni che più apprezzo per la sua potenza e profondità..
Librandi (Calabria) – Punto di riferimento calabrese, famosa per il Cirò da uva Gaglioppo. Abbiamo trovato i loro vini autentici, solari e mediterranei, con accenti minerali e speziati.


Feudi di San Gregorio (Campania) – Tra le cantine simbolo del Sud Italia, buoni i loro Greco di Tufo e Fiano di Avellino, molto eleganti.
Villa Sandi (Veneto) – Storica azienda del Prosecco, l’ Asolo senz’altro degno di nota.


Marotti Campi (Marche) – Riferimento per il vitigno autoctono Lacrima di Morro d’Alba che abbiamo molto apprezzato, aromatico e floreale.
Fattoria dei Barbi (Toscana) – Una delle storiche aziende di Montalcino, a parte il brunello che difficilmente delude, abbiamo trovato interessante la trama tannica del Brusco.


Fontanafredda (Piemonte). Le loro bollicine continuano a non emozionarci particolarmente, ma era curioso notare tra i presenti anche un produttore di Champagne della zona di Aÿ, che sembrava apprezzarne lo stile.
Donnafugata (Sicilia) – Abbiamo apprezzato (in realtà più io che Ivana) il loro Etna bianco, Carricante in purezza dai profumi di pompelmo, limone, erbe mediterranee, fiori bianchi e un tocco di pietra focaia. Un gusto fresco, sapido, con una spiccata mineralità vulcanica e un finale persistente e pulito.
In sintesi, una serata ricca di scoperte, conferme e soprattutto emozioni condivise. 🍷

