Ieri abbiamo avuto il piacere di partecipare ad un bellissimo evento al Museo Spazio Brizzolari di Scarperia: l’inaugurazione della mostra “Sfumature del Rosa. Oltre il silenzio”, un progetto toccante e profondo nato dalla cura di Lapo Galardi con la direzione di Beatrice Viola, per rompere il silenzio sulla violenza sulle donne.

OPALIJA

Io e Ivana eravamo lì, dietro il banco, pronti a fare ciò che amiamo di più: far parlare il vino.

Rappresentare ONAV Firenze e presentare il progetto Vino18 in un contesto del genere è stato qualcosa di speciale. Lontani dalla freddezza delle brochure o dalle descrizioni formali, il nostro “banco” si è trasformato in un punto di incontro. Il bello del nostro lavoro, in fondo, sta tutto qui: nel guardare le persone negli occhi, versare un calice e lasciar scorrere i racconti.

Quattro vini, un’unica anima: la sorpresa nel calice

L’entusiasmo e la curiosità del pubblico ci hanno riempito il cuore di quella gioia sottile che dà la spinta a continuare. I quattro vini della serata hanno conquistato tutti, ognuno a modo suo.

Il primo sorriso della serata ce lo ha strappato lo Zerovirgola di Fattoria Betti: con la sua etichetta vivace e colorata è stato inevitabilmente il primo a farsi scegliere e, curiosamente, sarebbe stato proprio il primo vino che avremmo proposto come ordine di assaggio.

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Zerovirgola, Furriano, Fontanaccio e Pozzaccio. Quattro vini dedicati al medesimo vitigno, tutti affinati esclusivamente in acciaio, ad eccezione del Pozzaccio di Fattoria di Collina che passa alcuni mesi in barrique. Quattro mondi comunque completamente diversi.

È stato emozionante cogliere lo stupore sul volto delle persone mentre si accorgevano di come la stessa uva potesse trasformarsi, schiudendosi in profumi, strutture ed emozioni del tutto inaspettate.

È questa l’essenza dell’assaggio tecnico: non fermarsi a un semplice “mi piace”, ma fare un viaggio dentro il calice per capire il perché di quelle sfumature, per ascoltare la voce del territorio.

…e Vino18?

Vino18 nasce con un’idea semplice: portare al ristorante vini del territorio, selezionati attraverso l’assaggio tecnico da assaggiatori indipendenti, con una qualità e un prezzo coerenti.

Ieri sera, raccontando il progetto, abbiamo avuto la possibilità di vederne il riscontro delle persone che si fermavano al nostro banco.

Ci hanno fatto domande, si sono interessati al modo in cui scegliamo i vini e, soprattutto, ci hanno incoraggiato a continuare.

Per un progetto giovane come Vino18, che stiamo costruendo con tanta passione e un po’ alla volta, sentirsi dire “andate avanti” fa davvero molto piacere.

Storie di donne, di terra e di futuro

In una serata dedicata al mondo femminile, le parole hanno trovato una cassa di risonanza ancora più intima quando abbiamo raccontato l’azienda Le Furre.

La storia di Alessandra, che porta avanti la vigna insieme alle sue figlie, affiancata da un’enologa donna, non era solo la presentazione del loro Furriano: era una storia di vita, di tenacia e di passione in perfetta armonia con il senso profondo della serata.

Stare lì, accompagnare i visitatori passo dopo passo e far scoprire cosa c’è davvero dietro la figura dell’assaggiatore ONAV, ci ha ricordato quanto sia bello condividere la cultura della terra.

Siamo tornati a casa con il cuore pieno e il sorriso sulle labbra.

Un grazie immenso a Marco, Beatrice, Barbara, Lapo e a tutti gli organizzatori per un’accoglienza che ci fa sempre sentire a casa e per queste iniziative che riescono a mettere insieme cultura, territorio, persone e messaggi importanti.

Sono proprio serate come questa che danno un senso a quello che stiamo costruendo con ONAV e Vino18 e che ci fanno venire ancora più voglia di continuare.

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